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L'incubo del mattino: se la sicurezza diventa un bavaglio

Immagine del redattore: Giorgio Bargna
Giorgio Bargna
22 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Devo aver mangiato decisamente pesante ieri sera, perché quella che ho vissuto questa notte non è stata una semplice fantasia, ma un incubo lucido e spaventoso.


Ho sognato un'Italia sospesa sul filo del rasoio. Da un lato, piazze colme di giovani socialmente impegnati e collettivi mescolati a frange di "maranza"; alcuni mossi dal desiderio genuino e vivace di gridare il proprio dissenso, altri già pronti a degenerare in vandalismi, saccheggi e caos programmatico. Le Forze dell'Ordine osservavano tutto, pronte a intervenire, ma dai piani alti l'ordine era tassativo e raggelante: soprassedere. Lasciar fare. Il disegno di chi muoveva i fili era cinico: permettere che il disordine toccasse il culmine, sperando nella reazione violenta di opposte fazioni politiche, magari cercando l'inquadratura perfetta di un'arma o, peggio, il sacrificio di una vittima da gettare in pasto ai telegiornali.


Nel frattempo, la vera fermezza repressiva veniva dirottata altrove. Lontano dai riflettori comodi, i manganelli si abbattevano su autisti e agricoltori in presidio. Lavoratori stremati da tasse insostenibili, costi del carburante alle stelle e direttive europee che mettono in ginocchio la terra e i trasporti; padri di famiglia costretti a bloccare le strade non per noia, ma per pura sopravvivenza, per difendere il diritto stesso a produrre e lavorare. Su di loro lo Stato mostrava il pugno di ferro: meno rumore politico, massima efficacia mediatica per marchiarli come "bloccatori del paese".


Il culmine dell'incubo si è compiuto subito dopo. Usando la scusa perfetta del caos giovanile fuori controllo, il potere calava la sua scure definitiva: decreti legge d'urgenza. Misure draconiane scritte con la finta premessa di "tutelare la sicurezza della politica pacifica", ma nei fatti capaci di vietare ogni forma di dissenso. Niente più manifestazioni, niente sit-in, vietato persino il presidio pacifico.

Un golpe bianco e burocratico che porta con sé rischi sistemici per la democrazia: la fine del pluralismo, la criminalizzazione del pensiero critico, la sorveglianza di massa e il bavaglio definitivo a ogni voce scomoda. Chiunque provi a sollevare la testa diventa un pericolo pubblico. Ogni bocca fastidiosa viene chiusa per sempre.

Mi sono svegliato sudato, con il cuore a mille. Ora vi prego, guardatemi negli occhi e aiutatemi a capire: era solo un brutto sogno, vero?



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