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COMO NON È IN VENDITA: DALLE PAROLE AI FATTI PER DIFENDERE L'IDENTITÀ

Immagine del redattore: Giorgio Bargna
Giorgio Bargna
22 ott
Tempo di lettura: 3 min
COMO NON È IN VENDITA: DALLE PAROLE AI FATTI PER DIFENDERE L'IDENTITÀ
COMO NON È IN VENDITA: DALLE PAROLE AI FATTI PER DIFENDERE L'IDENTITÀ

Torniamo ancora una volta a denunciare quello che sta accadendo a Como e nella sua Provincia. È tempo di riaffermare con forza il ruolo del nostro territorio e della nostra identità come unici, veri deterrenti contro la più squallida omologazione globale.


Il turismo di consumo sta uccidendo l'economia d'identità.A Como e lungo le sponde del lago assistiamo ogni giorno alla trasformazione di interi quartieri storici, ormai ridotti a parchi giochi per i flussi turistici di massa: affitti brevi selvaggi, souvenir di plastica di scarsa qualità e l'invasione delle solite catene globali. Manca totalmente una visione politica locale che tuteli e incentivi chi produce ed espone il vero saper fare del nostro territorio — dal mobile d'arte della Brianza al pizzo d'autore, fino alle botteghe alimentari tradizionali.


Il negozio sotto casa è un valore sociale, non solo economico.La bottega di vicinato o l'officina artigiana non sono semplici attività commerciali: sono un presidio di sicurezza reale, un punto di ritrovo intergenerazionale e l'anima stessa delle nostre frazioni e dei nostri quartieri. Permettere la desertificazione commerciale significa impoverire la comunità a favore di logiche verticistiche e centralizzate. Quando si spegne una vetrina storica, si spegne un pezzo della nostra comunità.


Autonomia e autogoverno locale: ecco le nostre proposte concrete e fattibiliNon ci limitiamo a protestare, vogliamo proporre alternative basate sull'autodeterminazione del territorio, sfruttando gli strumenti giuridici che già esistono ma che la politica locale ignora:


1 Fiscalità di vantaggio comunale (IMU e TARI azzerate o ridotte):I Comuni hanno l'autonomia per farlo. Chiediamo l'applicazione di aliquote IMU agevolate per i proprietari di immobili che affittano a canone moderato ad artigiani locali, e la quasi totale esenzione della TARI per le attività tradizionali.

L'esempio concreto: Se gestisci una bottega storica o un'officina di riparazioni in una frazione, non puoi pagare le stesse tasse sui rifiuti di una multinazionale del fast food o di un grande gruppo speculativo. La tassazione locale deve premiare la funzione sociale del vicinato.


2 Applicazione e potenziamento della Legge Regionale n. 5/2019:La Legge Regionale della Lombardia del 4 marzo 2019, n. 5 prevede già tutele e contributi a fondo perduto (come i bandi regionali "Imprese storiche verso il futuro") per i locali con oltre 40 anni di attività.

  • Cosa proponiamo: Vogliamo che il Comune di Como e i centri della provincia creino un "Fondo di Resistenza Identitaria" comunale che co-finanzi questi bandi, estendendo i benefici anche alle nuove aperture (under 35) che scelgono l'artigianato tipico (es. lavorazione del legno brianteo, tessitura locale) per garantire il ricambio generazionale.


3 Istituzione del "Marchio d'Area Insubrico/Brianteo":Vogliamo la creazione di un marchio di autenticità territoriale protetto, sul modello dei distretti commerciali regionali.

  • L'esempio concreto: Un disciplinare rigido che certifichi che quel pizzo, quel mobile o quel prodotto gastronomico è realizzato realmente nel nostro territorio e non importato dall'estero. Chi espone il Marchio d'Area avrà priorità assoluta nei mercati storici e promozione turistica istituzionale a carico degli enti locali, oscurando il "falso artigianato" che inganna i visitatori.


4 Urbanistica partecipativa contro la speculazione:Utilizzare l'art. 39 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) per dare potere vincolante alle consulte di quartiere e ai Distretti del Commercio. Le licenze commerciali nei centri storici e i cambi di destinazione d'uso (da bottega ad appartamento per affitti brevi) devono passare dal parere della comunità locale, togliendo il monopolio decisionale ai grandi gruppi immobiliari.


Riprendiamoci il diritto di decidere sul futuro della nostra terra. Difendere il locale è l'unico modo per restare umani, liberi e fedeli alle nostre radici.


Cosa ne pensi di queste proposte economiche e identitarie? Lascia il tuo commento e condividi il post!





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